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mercoledì 24 novembre 2010

"Sulla Via della Seta" e "Verso la Mongolia" di Italo Barazzutti

E' sempre un piacere per me parlare di Italo Barazzutti e dei suoi libri. Sia perchè, pur non conoscendolo di persona, lo stimo molto, sia perchè per un viaggiatore motociclista,  leggere "Sulla via della seta" e "Verso la Mongolia" significa continuare a nutrirsi di emozioni anche quando non si è in viaggio in prima persona.
Entrambi i libri "scorrono" molto, al punto che li ho divorati in pochissimi giorni, ma la cosa che più ho apprezzato in Italo è stato il suo coraggio. Non parlo del coraggio di mettersi in viaggio da solo verso destinazioni certamente un po ostiche, ma del coraggio di mettere a nudo se stesso. Descrivere con sincerità le proprie paure, i dubbi, gli stati d'animo, le riflessioni ed anche i personalissimi travagli interiori che ognuno di noi ha. Questo, lo ripeto, pur non conoscendolo personalmente, si percepisce chiaramente leggendo i suoi libri.
Non lo conosco, ma lo stimo molto! Anche perchè lo "sento" molto vicino al mio modo di essere ed anche alla mia realtà.
Spesso, infatti, si leggono racconti di viaggiatori che sentiamo "distanti" da noi. Un po per le "imprese", certamente fuori dal comune, che compiono nel corso dei loro viaggi, ma, soprattutto, perchè provengono da ambienti e vivono realtà spesso molto distanti dalla nostra (non solo gli Ewan McGregor, ma anche i numerosi viaggiatori nostrani che viaggiano con supporti e sponsor).
Italo, invece,  è uno di noi!
Grazie Italo per aver condiviso le tue esperienze. Continua a farlo!!!

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